Terzo valico, dopo le inchieste il commissario: 13 maxi-gare da rifare

0
719

Le procedure per 2,2 miliardi saranno riespletate sotto la guida di Marco Rettighieri, nominato amministratore straordinario del Cociv.

Gare da rifare, per oltre 2,2 miliardi. Con una tabella di marcia che, per quanto possibile (e con un occhio prima puntato sulla sicurezza, come ci tiene a sottolineare il commissario di Governo, Iolanda Romano) dovrà cercare di recuperare il ritardo sulla data di consegna dei lavori, che era annunciata per il 2021. Il punto sulla situazione Terzo Valico è stato tracciato ieri a Torino, in occasione di un momento di incontro voluto dallo stesso commissario governativo per presentare il bilancio di un anno di mandato.

La necessità di ripetere tredici fra le procedure pubbliche di affidamento discende dalla bufera scoppiata intorno al Cociv, il general contractor (composto da Salini-Impregilo con il 64%, Società Italiana Condotte d’Acqua S.p.A. 31% e Civ 5%) incaricato di realizzare l’opera per conto di Rete Ferroviaria Italiana. Alcuni dirigenti e funzionari del consorzio sono stati accusati lo scorso autunno – a seguito di una serie di inchieste giudiziarie parallele – di aver pilotato le gare d’appalto a ditte compiacenti. Che, a loro volta, avrebbero ricambiato con tangenti.
Il risultato è stato l’azzeramento delle gare d’appalto: procedure che ora dovranno essere riespletate sotto la guida di Marco Rettighieri, nominato amministratore straordinario del Cociv. Con un indubbio allungamento dei tempi perché, come spiega lo stesso amministratore, il fatto che sia stata annullata l’intera procedura di gara, anziché i singoli contratti stipulati con le aziende coinvolte nell’inchiesta, pone sul piatto la necessità di ripartire da zero. Peraltro, a lavori iniziati (è stato di recente avviato il quarto lotto sui sei previsti).
Nel frattempo, sul Terzo Valico è anche in corso un lavoro di project review. Così come è già stato fatto per altre grandi opere pubbliche, a partire dalla Torino-Lione. «Un impegno – spiega però il commissario Romano – che non porterà tanto a una riduzione di costi, quanto più a un miglioramento dell’efficacia di ciò che già è previsto e giuridicamente vincolato». Ciò su cui si potrà incidere (e in modo significativo), prosegue ancora il commissario «è in particolare la definizione di un modello di esercizio efficiente, che consenta un effettivo collegamento del Terzo Valico con i porti liguri e che metta l’opera al servizio delle industrie del territorio, così da generare opportunità».
Allo stesso modo, nel primo anno di operatività, l’impegno del commissario è stato anche quello di garantire il migliore utilizzo dei 60 milioni destinati alle opere di accompagnamento dell’infrastruttura e di aprire alla condivisione con il territorio e alla trasparenza. Fra le misure attuate sul fronte della comunicazione, sono stati installati 17 monitor elettronici in undici comuni lungo il tracciato della nuova linea, che hanno la funzione di riportare informazioni relative al trattamento dell’amianto e ai controlli sulla qualità dell’aria effettuati in cantiere dal Cociv e caricati dall’Arpal.