Il tram a Genova: un’altra occasione persa

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Ancora una volta, la montagna ha partorito il topolino, anzi, in realtà c’è solo l’idea, neppure il progetto, di concepire un topolino piccolo piccolo che difficilmente riuscirà a vedere la luce considerata l’atavica incapacità di questa Amministrazione Comunale (la peggiore degli ultimi 50 anni in fatto di trasporto pubblico, e non solo) a mettere in pratica qualsiasi idea di miglioramento dei servizi nella nostra bellissima e bistrattata città.

Sono decenni che la Val Bisagno e tutta la città attendono una soluzione per il nostro sistema di trasporto pubblico, gestito con autobus vecchi, rumorosi e fortemente inquinanti. Siamo l’unica città europea superiore al mezzo milione di abitanti a gestire oltre il 90% del trasporto pubblico su gomma che peraltro porta ad una situazione finanziaria di AMT disastrosa.

Una prima parziale soluzione a questo tipo di problema fu individuata alla conclusione di un percorso partecipato di ormai 5 anni fa che individuò nel tram il sistema ideale per la Val Bisagno.

Perché il tram? Il sistema tranviario, nella sua versione più moderna, aiuta a risolvere i problemi di mobilità in quanto, all’assenza assoluta di emissioni inquinanti, aggiunge anche una grande capacità di trasporto migliorando altresì il confort di viaggio. Non a caso, il tram è presente con grande successo in ben 260 città europee con grande successo. Soltanto in Francia, negli ultimi 30 anni, sono stati investiti quasi 20 miliardi di euro per realizzare oltre 700 km. di tranvie in 28 città – utilizzate quotidianamente da quasi 4 milioni di passeggeri – che hanno cambiato radicalmente in meglio la mobilità urbana e la qualità della vita.

Della validità del tram si è finalmente accorto anche il Governo, che, nella persona del ministro Graziano Del Rio, proprio nel DEF dei giorni scorsi si impegna a procedere con il piano delle infrastrutture metropolitane e tranvie.

Forse chissà, questa era la volta buona per andare a Roma a battere cassa, peccato che ancora una volta non esista non solo un progetto ma neppure un’idea per riportare il tram in questa città. Così, si procede per fantasiose innovazioni, le busvie diventano filovie, e persino funivie come se Molassana e Prato fossero località sciistiche di alta montagna.

Ancora una volta, dobbiamo ringraziare questa Giunta se la nostra città perderà l’ennesimo tram, quello sul quale sono saliti i fiorentini e i palermitani, quel tram che  nel recente sondaggio di un’emittente televisiva locale ha trionfato con il 92% di cittadini genovesi favorevoli, quel tram che a Genova dovremo continuare a chiamare desiderio.

 

Per Assoutenti                                                    Per il Comitato Si Tram

Furio Truzzi ed Enrico Pallavicini                           Fiorenzo Pampolini