Salviamo la mobilità pubblica a Genova

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APPELLO AI GENOVESI

Salviamo la mobilità pubblica a Genova e in Provincia
Basta con il carrozzone AMT e la sua gestione clientelare e inefficiente
Affidiamo, attraverso una gara, il trasporto pubblico metropolitano a chi sa gestirlo
La mobilità è un bene comune e l’interesse dei cittadini utenti è esclusivamente quello della sua efficienza, della sua sostenibilità economica dove le risorse pubbliche servano a garanzia della universalità del servizio.
Per anni i sindacati di AMT hanno sostenuto una presunta unitarietà di interessi fra lavoratori e utenti, smentita nei fatti dalla battaglia odierna che mira alla difesa di privilegi e ruoli che nulla hanno a che fare con i diritti dei lavoratori dell’intero TPL metropolitano (AMT, ATP, Trenitalia) e tanto meno con i diritti dei cittadini.

Lo sfascio (economico e gestionale) di AMT è sotto gli occhi di tutti e alla vigilia di un fallimento dell’Azienda i sindacati di categoria, con varie sfaccettature, a seconda delle singole sigle, stanno dando vita a scioperi selvaggi e ad una paradossale campagna contro l’ipotesi di “privatizzazione” di Amt avanzata dal Comune di Genova.

Questa posizione ci appare davvero contraddittoria: interesse dei sindacati in un paese civile e con regole di mercato dovrebbe essere esclusivamente la tutela dei lavoratori non certo chi debba essere il proprietario di AMT.

Inoltre, dato che l’Italia è uno stato di diritto, ove qualsiasi Azienda, pubblica o privata, è tenuta al rispetto di contratti di lavoro collettivi, la lotta contro la privatizzazione è offensiva per i milioni di lavoratori del settore privato che non ci risulta siano schiavi senza diritti.

E’ quindi lecito chiedersi se il reale interesse del sindacato, ancorato pretestuosamente a dogmi ideologici di facciata, sia quello di difendere l’indifendibile: ovvero:
una continuità gestionale di AMT Genova con una logica da ex municipalizzata, estranea quindi a sacrosante regole di equilibrio dei costi;
una gestione aziendale incline a mantenere tutti i fenomeni degenerativi che hanno caratterizzato Amt negli ultimi 40 anni Amt portandola al disastro: gestione diseconomica, clientelismo, familismo, lottizzazione, totale disattenzione ai bisogni della clientela, tariffe più alte d’Italia a fronte di un servizio che negli ultimi 10 anni è stato progressivamente decimato di più di cinque milioni di chilometri.

I voli low cost, la liberalizzazione ferroviaria e la gestione privata di numerose Aziende di trasporto urbano in Italia e in Europa hanno dimostrato che per ampliare e garantire il diritto alla mobilità non importa se chi gestisce il trasporto sia un soggetto pubblico o un soggetto privato, importano l’efficienza dei servizi e il contenimento delle tariffe.

Quello che a Genova si vuole impedire da oltre un ventennio è una vera riorganizzazione del trasporto locale che non guardi in faccia a sprechi e privilegi che purtroppo legano in una sorta di patto leonino amministratori locali, management aziendale e sindacati.

Ora questo patto si è rotto perché mancano le risorse, non solo quelle necessarie, ma anche quelle superflue che hanno consentito di fare di AMT un carrozzone. Non vogliamo insegnare il mestiere a nessuno, ma avere autisti con stipendi di serie A, B e C non è bello, lo stesso autobus a Genova viene guidato da lavoratori che, in talune circostanze, hanno differenze stipendiali quasi del doppio e tra un autista di Firenze, Milano e Genova ci sono differenze di produttività e di salario abissali.

I diritti degli autisti vanno tutelati ma non contro chi prende il mezzo pubblico che è spesso anche esso un lavoratore, un cassa integrato, un disoccupato.

Gli utenti del trasporto pubblico urbano genovese, a fronte di questa situazione e senza alcun dogma ideologico affermano con forza che a loro interessa:
poter contare su una nuova e unicaazienda di trasporto pubblico metropolitano ferro-gomma gestita da manager competenti.

poter contare su una nuova e unica azienda dove la meritocrazia, la professionalità, la dedizione al lavoro e la competenza siano gli unici fattori che caratterizzano la scelta del personale a tutti i livelli.

poter contare su una nuova e unica azienda scevra di lottizzazione politica, familismo, clientelismo e sindacalismo corporativo e irrispettoso dei diritti dei cittadini utenti.

Pertanto chiedono al Comune di Genova in quanto attualmente unico proprietario di AMT:
di indire in tempi strettissimi una gara in accordo con la Provincia di Genova e con la Regione Liguria finalizzata ad affidare a un unico gestore i servizi di tpl dell’area metropolitana ligure come previsto dalla legge regionale in corso di approvazione
di dare vita ad una nuova e unica azienda senza vincolarla al rispetto di clausole sociali che contemplino oneri insostenibili per l’equilibrio dei costi
di finanziare adeguatamente un contratto di servizio per il trasporto pubblico mettendolo in cima alla scala delle priorità.
di elaborare, insieme alle associazioni dell’utenza un nuovo piano della mobilità che metta al centro degli orari e dei servizi le necessità dell’utenza e il cambiamento dei bisogni di mobilità avvenuto negli ultimi vent’anni.
di prevedere assi veloci riservati esclusivamente alla circolazione dei bus
di estendere la rete filobus e la linea metropolitana con priorità per la Valbisagno
Per un trasporto pubblico capillare, sostenibile, efficiente ed economico i cittadini utenti genovesi intendono fare la propria parte:
attraverso una capillare sottoscrizione popolare, mirata ad acquistare il 5% assicurando così, con il proprio contributo economico, la nascita della nuova e unica Azienda di trasporto pubblico genovese dove le logiche lottizzatorie siano solo un triste ricordo di un’epoca che non c’è più.
CITTADINI GENOVESI PER UN TRASPORTO PUBBLICO EFFICIENTEù

LA NOTA SULLA GIORNATA DI IERI

Una città di mezzo milione di abitanti sotto ricatto dell’indecisione del Comune di Genova e di un sindacalismo corporativo di una minoranza
I genovesi negli ultimi 40 anni hanno pagato un prezzo altissimo per mantenere Amt Genova, la sua bassissima produttività, l’inefficienza del servizio: addizionali comunali, tasse ad hoc, svendita del patrimonio immobiliare e infrastrutturale comunale, tariffe altissime, taglio di quattro milioni di chilometri eserciti.
Per che cosa? Non certo per rilanciare un trasporto pubblico asfittico e assolutamente non rispondente alle necessità di mobilità dei cittadini.
Tasse e nessuna scelta strategica solo per continuare a garantire una perversa gestione aziendale.
Negli ultimi 5 anni la situazione è degenerata: il Comune di Genova, rifiutando di intraprendere scelte strategiche di lungo respiro, ha fatto fuggire il socio pubblico francese al quale era stata nei fatti impedita ogni tipo di operatività nelle scelte gestionali dell’azienda.
Punto di arrivo di questa degenerazione e di queste non scelte del Comune di Genova è stata la tristissima giornata di oggi, dove 1.800 dipendenti di Amt Genova hanno attuato uno sciopero selvaggio. Non annunciato e non rispettoso delle fasce di garanzia.
In barba a migliaia di cittadini che dovevano andare a scuola, al lavoro, in ospedale. In barba a migliaia di anziani che sono dovuti restare barricati a casa. In barba alla legge sugli scioperi nei trasporti.
Questo si chiama corporativismo e illegalità.
Come associazioni di utenti mettiamo a disposizione una mail (info@assoutenti.liguria.it) e 2 numeri di telefono (010 540256 – 010 8691845) dove i cittadini potranno segnalare i disagi patiti e trovare assistenza legale per tutelare i loro diritti.
Ci auguriamo che le Istituzioni, da stasera, inizino davvero a fare gli interessi di mezzo milione di genovesi e non calino le braghe di fronte al corporativismo di una minoranza.
Le fasce deboli della popolazione genovese sono le decine di migliaia di cittadini a basso reddito che ogni giorno pagano le conseguenze di una gestione dissennata dell’azienda di mobilità e trasporti.
Amt Genova è morta nei fatti da tempo. Nessuna rianimazione (peraltro a costi sociali insostenibili per i genovesi) potrà salvarla. Prendiamone atto.
Ci auguriamo che il Comune di Genova non si renda ancora complice di questo sfascio e prenda finalmente la decisione che da anni rimanda: Genova ha bisogno di una nuova e unica Azienda a gestione manageriale dove la lottizzazione, il familismo, il corporativismo sindacale e la scarsa produttività non trovino più casa.

Assoutenti Liguria