Pendolari: La nuova iniziativa di Palmieri “Siamo pendolari, non siamo Portoghesi”

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pendolari-thumb

pendolari-thumb“Siamo abbonati, non siamo portoghesi” questa la nuova iniziativa del Comitato Pendolari Liguria capeggiato da Carlo Palmieri che spiega “ martedì 31 maggio saremo davanti alla Stazione di Brignole intorno alle ore 9.00 per protestare contro il trattamento che viene riservato da Trenitalia Passeggeri ai pendolari”.

Palmieri spiega che la manifestazione inizierà dalla Stazione della Spezia e coinvolgerà  tutti i pendolari “ da Sestri Levante, a Chiavari e a Rapallo. Si concluderà a Genova Brignole con un presidio che come sempre riserverà qualche sorpresa”.

 

“Scendiamo in piazza un’altra volta perchè non è giusto che gli utenti abbonati non abbiano un posto a sedere ma principalmente per protestare contro il regolamento di Trenitalia che prevede la multa, ben 50 Euro più il pagamento del biglietto, per chi dimentica l’abbonamento a casa. Infatti non è consentita la possibilità per chi scorda l’abbonamento di esibirlo nei giorni subito successivi, come invece accade in tutte le aziende di trasporto”.

 

Oggi pretendiamo una concretezza: i fondamenti  giuridici per pretendere l’adeguamento della normativa ci sono e si ritrovano nei regolamenti di tutte le aziende di trasporto pubblico”.

“Ci auguriamo che la Regione faccia la sua parte perchè questo è un grave disagio per gli utenti che già devono sobbarcarsi un salato abbonamento. Chiediamo che la nostra proposta venga accolta da subito: in questo modo la Liguria potrebbe fare da apripista per tutte le altre regioni italiane. Invitiamo quindi  l’assessore Vesco a partecipare alla manifestazione:  ma che venga con proposte concrete e non per fare la solita passerella elettorale inutile che a noi sinceramente non serve”, conclude Carlo Palmieri, saremmo supportati dal presidente dell’associazione ASSOUTENTI Furio Truzzi

La Spezia, 25/05/2011

Nota di carattere culturale:

Che significa essere portoghesi? Nell’uso comune l’espressione fare il portoghese è utilizzata per intendere “usufruire di un servizio senza pagarlo

L’espressione è relativa ad un fatto storico avvenuto a Roma nel XVIII secolo quando l’ambasciatore del Portogallo presso lo Stato Pontificio invitò i portoghesi residenti a Roma ad assistere gratuitamente a uno spettacolo teatrale presso il Teatro Argentina; non vi era bisogno di invito formale, in quanto bastava dichiarare la propria nazionalità portoghese.

Molti romani, tuttavia, cercarono di approfittare dell’opportunità spacciandosi per portoghesi, da cui l’avvertimento non fare il portoghese per diffidare chicchessia ad astenersi dal mettere in atto trucchi o raggiri per poter usufruire di un servizio senza averne titolo.