Gratuità metropolitana e impianti verticali? Meglio sconti sugli abbonamenti

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Dal 1° Dicembre, Comune e AMT hanno deciso di rendere gratuiti gli impianti verticali (funicolari, cremagliera ed ascensori) nonché la metropolitana, per quest’ultima la gratuità è limitata alle fasce orarie 10-16 e 20-22. Tale provvedimento, che riguarda una parte infinitesimale della rete urbana di trasporto pubblico genovese, viene attuato in via sperimentale, e per quattro mesi, allo scopo di convincere più persone ad usare i mezzi pubblici alleggerendo così la situazione del traffico sulle strade. Riteniamo che questo provvedimento sia del tutto inidoneo a incentivare l’uso del trasporto pubblico per una serie di motivi che riassumiamo qui di seguito.

  1. La tariffazione della rete urbana (che si compone di tutte le modalità di trasporto presenti sul territorio, ivi compresa quella ferroviaria gestita da Trenitalia) è concepita non a singole linee ma a rete intera, potendo passare con un solo titolo di viaggio da una linea all’altra e da un sistema di trasporto all’altro.
  2. Per il motivo sopra citato, qualunque provvedimento che riguardi modifiche al sistema tariffario, va preso tenendo conto dell’intera rete e degli interscambi che la stessa genera.
  3. Nel caso specifico degli impianti verticali, è poco frequente l’impiego unico di questi mezzi, mentre il più delle volte si passa da funicolare, cremagliera o ascensore alle linee di autobus, di metropolitana o di Trenitalia.
  4. Non è la convenienza il fattore principale per rendere competitivo il mezzo pubblico, ma la sua efficienza, il suo comfort ed un minimo di velocità media (ricordiamo che le linee di forza 18 e 20 viaggiano ad una velocità media programmata di 11 km./orari, perché non si vogliono assumere provvedimenti di protezione delle poche corsie riservate, né di ridefinizione dei tempi semaforici).
  5. A dimostrazione di quanto esposto al punto 4, citiamo il test di due anni fa quando, per le note vicende autostradali che avevano portato ad un aumento abnorme del traffico in città, l’intera rete AMT fu resa gratuita, ma l’efficienza rimase quella di sempre. Le code in città rimasero inalterate e la frequentazione del mezzo pubblico aumentò di una percentuale irrisoria, anche perché molte linee viaggiano al limite della saturazione e non hanno quindi alcuna possibilità di incrementare il numero dei passeggeri.
  6. La gratuità ad ore poi è un vero e proprio assurdo che genererà confusione tra i passeggeri, per esempio se si sale alle 15,55 a Certosa e si arriva a Brignole alle 16,10, si deve pagare o no? 
  7. Il costo di questo esperimento è stato valutato in 600.000 euro per 4 mesi. Ora, considerato che un turno del personale costa all’azienda circa 300 euro, sarebbe stato molto meglio investire questo “tesoretto”, potenziando il servizio sulle linee più critiche inserendo 2.000 turni in più, pari a circa 16 turni in più ogni giorno.
  8. Il vero incentivo all’uso del mezzo pubblico avrebbe dovuto  essere quello di rivedere al ribasso i prezzi degli abbonamenti che a Genova sono i più cari in assoluto di tutte le principali città d’Italia: il mensile che a Genova costa 46 euro, a Milano ne costa 39, a Torino 38, a Bologna 36, a Roma, Firenze e Napoli 35, a Palermo 32. L’annuale, che a Genova costa 395 euro, a Milano ne costa 330, a Torino e Firenze 310, a Palermo e Bologna 300, a Roma 250, a Napoli 235.

Chiediamo al Sindaco un incontro per essere ascoltati e un ripensamento perché la gratuità verticale e a singhiozzo sul metro è una mossa che non porterà benefici di alcun tipo né alla sempre più caotica situazione viabilistica della nostra città, né tanto meno ad AMT che dovrà rinunciare ad una cifra che – lo ripetiamo – avrebbe potuto essere investita in modo diverso per ottenere migliori risultati

 

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