Gara Trenitalia, grave turbativa d’asta da parte di Fiom?

a cura di Comunicazione AU Liguria

I pendolari vogliono treni efficienti, comodi e veloci e non interessa affatto che siano italiani, francesi, polacchi, spagnoli, giapponesi, canadesi o tedeschi. I sindacalisti della Bombardier se la prendano con l’azienda e difendano gli operai senza danneggiare i pendolari

Alla vigilia dell’aggiudicazione della gara di Trenitalia per la fornitura di una nuova flotta di elettrotreni per il trasporto regionale, leggiamo queste gravissime dichiarazioni del segretario della FIOM CGIL di Savona, Andrea Pasa: Trenitalia aggiudicherà entro la fine di maggio inizio giugno una gara il cui investimento è imponente per riammodernare la flotta dei treni regionali; è fondamentale che le istituzioni lavorino perché anche Bombardier sia una delle aziende che avrà in mano questa commessa. E poi si deve forzare la mano con il Governo centrale rispetto al consiglio d’amministrazione di Trenitalia“.

Di queste dichiarazioni la FIOM ne risponderà nelle sedi opportune, è infatti evidente il gravissimo tentativo corporativo e contro la libera concorrenza attuato dal sindacato nei confronti di una stazione appaltante e nei confronti delle Istituzioni.

Assoutenti e i Comitati Pendolari Federati segnaleranno il fatto all’ANAC chiedendo se si sono violate normative sugli appalti e chiederanno a Trenitalia la massima trasparenza nell’aggiudicare la commessa.

Per troppi anni in Italia vi è stata assenza di mercato e fino a qualche decennio fa la discriminante nell’acquisto di treni era rappresentata dall’italianità del fabbricante e non dalla qualità del materiale, ma ora le regole comunitarie ci sono e vanno applicate. L’insediamento produttivo in Italia non è certo un elemento che possa essere in qualsiasi modo considerato per l’aggiudicazione.

L’Azienda crediamo orienterà le proprie scelte sul migliore rapporto qualità/prezzo, noi come Associazione di rappresentanza di migliaia di pendolari e di viaggiatori chiediamo la massima trasparenza nell’aggiudicazione della gara e vigileremo su ogni passaggio. Comprendiamo la preoccupazione per i posti di lavoro in un area già colpita da grave crisi anche a seguito di provvedimenti giudiziari in materia ambientale, ma la lezione accaduta per Tirreno Power come per Ilva a Taranto deve insegnare al sindacato che non può scaricare sulla collettività i problemi ambientali e le inefficienze aziendali.

Migliaia di pendolari italiani chiedono elettrotreni veloci, comodi e affidabili attesi, peraltro, da troppo tempo.