Evangelico a Voltri? per il bene comune conoscere prima di deliberare!

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“Assoutenti sta con tutte le mamme del mondo e contrapporre le mamme del ponente a quelle del centro è una operazione di bassa cucina territoriale che non condivide, noi difendiamo l’attuale collocazione dell’evangelico nel sistema integrato dei punti nascita, la nostra priorità è per dare alla liguria almeno un punto nascita di terzo livello che non c’è (9 in piemonte, 11 in lombardia, 10 in emilia
romagna, 3 in toscana) dove, se necessario, madre e bambino possano ricevere tereapie intensive e subintensive. Per Assoutenti vale la pena di un a pausa di riflessione e per il ponente abbiamo chiesti un incontro al presidente del municipio bernini territorio assai più popoloso e meglio servito dall’ospedale padre antero che voltri.

Furio Truzzi Presidente Assoutenti Liguria

 

Al fine di contribuire al contenimento della spesa sanitaria e a una efficace riorganizzazione della rete ospedaliera il 4 di agosto la giunta regionale ha adottato una deliberazione che smentisce la scelta precedente di chiudere il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Carlo di Voltri per trasferirvi le degenze per acuti dell’Evangelico a partire dal punto nascita. Questa decisione è maturata valutando con ponderazione e appropriatezza tutti i dati e le variabili disponibili o è figlia più di un pressing di un territorio penalizzato nei servizi? Quale reale coivolgimento di tutte le utenti interessate è stato avviato e non di una sola parte? Le osservazioni che seguono sono svolte con spirito costruttivo allo scopo di far comprendere alla politica quanto sia importante considerare non solo il consenso nelle scelte che si fanno e, nel caso in cui questa motivazione dovesse prevalere, quanto sia opportuno e indispensabile adottare misure rispettose dell’utenza e del personale sanitario al fine di far riuscire l’operazione e non ridurla all’ennesimo episodio sbagliato della sanità ligure.

QUALE POLITICA SANITARIA IN LIGURIA PER I PUNTI NASCITA?

Allo stato attuale i punti nascita dell’area centrale ligure sono dislocati tra Savona e Lavagna comprendendo una popolazione di oltre 1.300.000 persone, all’interno di questa area non esiste un punto nascita di terzo livello (in Piemomte 9, in lombardia 11, in Emilia Romagna 10 e 3 in Toscana) a parte il ticket Gaslini-San Martino (uno per la madre l’altro per il bambino), lo stesso Gaslini da presidio pediatrico per le criticità si è nel corso del tempo trasformato in un punto nascita normale facendo convivere le due funzioni. Tra il Gaslini e Lavagna ci sono 35 km e 43 tra Sampierdarena e Savona. Per quanto attiene le vocazioni territoriali quella del ponente Genovese è a più bassa propensione nascite (i dati statistici 2009 evidenziano, analizzando la media dei nati negli ultimi 5 anni, un incremento delle nascite nella fascia 0-4 anni minore degli altri municipi, mentre nella fascia 0-2 decresce addiritura del 0,2 quando in tutti gli altri territori aumentano con due cifre percentuali). Se si considerano tutti i nati nel ponente nel 2009 si arriva a circa 600 unità e a 950 se si includono i nati a Sestri Ponente. Sulla carta numeri critici che a fronte delle nuove direttive del ministro Fazio forse non sufficienti a giustificare un punto nascita a Voltri, ma come mai all’ospedale San Carlo non nascono, già oggi, che un terzo dell’utenza di riferimento? Forse che non vi è personale preparato? Che l’assistenza è inferiore agli standard? Il trasferimento dell’Evangelico a Voltri se e quando si farà sarà un contributo al contenimento degli obiettivi di spesa o a uno sforamento degli stessi? Perchè da oltre 20 anni nonostante il trasferimento nel 1994 del reparto di ostetricia del padre Antero il decremento continua? Perchè oltre 10 ginecologi compreso il primario  del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Evangelico sono venuti via da Voltri negli ultimi anni? Quale impatto avrà sui punti nascita Gaslini, San Martino, Galliera, Sampierdarena questo trasferimento? Oltre 600 potrebbero essere le nascite da riassorbire stante le risposte fornite dalle interessate ad un recentissimo sondaggio. Con che livello di accoglienza e sicurezza quando già oggi i principali presidi mostrano delle criticità nei posti letto e nelle sale operatorie? Perchè si propone all’Evangelico, sotto la spada di damocle della chiusura di trasferirsi a Voltri in netto contrasto con la politica vigente della chiusura dei piccoli ospedali o del loro inglobamento nella ASL3 come avvenuto per villa Scassi? Perchè si vuole far saltare il polo Evangelico-Galliera tanto più in un momento di evidente sofferenza di quest’utimo proprio nella ostetricia e ginecologia?
PERCHÈ IL BENE COMUNE DEVE PREVALERE SUGLI INTERESSI TERRITORIALI?

A Genova e in Liguria, si sa, fare le cose è davvero complicato, veti incrociati, microinteressi, lobby e amicizie rendono difficile amministrare la spesa pubblica, ne sanno qualcosa i voltresi spesso “vittime” delle servitù cittadine: dal porto container con poca occupazione, alla gronda con una viabilità ordinaria martoriata, ma una volta tanto potrebbe  darsi che sulla maternità sulle alture non abbiano ragione o meglio non abbia ragione chi si ostina e non si interroga sul perché su quelle alture non ci vuole andare a nascere nessuno e gli stessi Voltresi preferiscono venire a “Genova”, non rispondendo a questi interrogativi si pensa di fare il bene dei cittadini? L’altra faccia della medaglia è quella di quasi 800 mamme che ogni anno scelgono, per partorire, una struttura di eccellenza come ostetricia e ginecologia dell’ospedale Evangelico; per quale motivo sarebbero loro a dover andare a Voltri e non viceversa? Forse che anche loro non hanno diritto a un certo rapporto tra luogo di residenza e luogo di nascita dei loro figli? La realtà e che non si deve fare il tifo per le mamme di questo o quel quartiere ma per tutte e per il bene comune. L’ospedale di Voltri ha evidenti carenze logistiche e strutturali ben più rilevanti dell’Evangelico che è, inoltre, un polmone importantissimo per il  Galliera e i poli centrali dove i rispettivi reparti sono sotto stress per l’alto afflusso dell’utenza non garantendo sempre adeguata accoglienza (non poche mamme – e abbiamo le testimoni – si sono sentite dire “non può partorire qui perché non abbiamo posto”). Cosa succederà con l’Evangelico a Voltri? Alcune mamme seguiranno gli ottimi medici che le hanno in cura, ma altre, loro malgrado e a malincuore, sceglieranno di partorire in centro ma con quali riflessi suipunti nascita rimasti?

DECIDERE RISPETTOSI DEI DIRITTI DI TUTTI I CITTADINI

Abbiamo notato nei vari incontri intervenuti con le autorità una certa indisponibilità e insofferenza fuori luogo quando si parla di temi importanti come la maternità. Nel confermare il nostro dissenso al trasferimento e auspicando un ripensamento, qualora le argomentazioni fornite non siano convincenti a far maturare nuove decisioni e la Regione Liguria insista nella nuova scelta adottata ad agosto,  chiediamo con forza una semplice cosa: organizzare un gruppo di lavoro di accompagnamento delle decisioni che comprenda il comitato, credere che le partorienti siano pacchi postali che possono essere spedite ovunque senza adeguato preavviso, banalizzare sulle reali capacità di accoglienza degli altri ospedali difronte alla modifica dei flussi che potrebbe anche incidere sui livelli di sicurezza, non valutare con attenzione la scarsa attrattività della scelta non fa il bene comune e nemmeno quello della nuova struttura che si vorrebbe realizzare.

Genova 30 novembre 2010            

COMITATO PRO EVAngelico – Assoutenti