Crisi economica nel trasporto locale: TPL perde 2.2 miliardi di euro. Le proposte di Assoutenti

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A poco più di un anno dall’inizio della pandemia non si contano ormai più i danni procurati ai vari settori e aspetti della vita quotidiana di tutti noi. Le persone hanno pagato un grave prezzo in termini di solitudine e restrizioni personali, dovute al tentativo di arginare il più possibile il virus, e anche le imprese, perlomeno quelle che richiedono un costante contatto col pubblico, hanno subito perdite ingenti.                                               

Dalle palestre ai teatri, dai negozi ai cinema, tutte queste attività, e molte altre ancora, hanno subito danni incalcolabili a causa del Covid, e il trasporto pubblico locale non fa eccezione.

I dati

Il TPL è stato, senza alcun dubbio, uno dei settori più colpiti poiché, a differenza di altri, ha dovuto aumentare la dimensione del proprio servizio, dal momento che, non potendo spostarsi a piena capienza, hanno dovuto incrementare il numero dei mezzi in circolazione. Parlando di numeri effettivi l’Agens ha stimato una perdita totale di 2,2 miliardi, mentre l’Istat ha calcolato di un calo del consumo da parte delle famiglie pari al 24,7%

Il presidente di Assoutenti Furio Truzzi ha anche evidenziato come: “Considerata la spesa annua delle famiglie italiane, una riduzione dei consumi del -24,7% nel settore dei trasporti equivale ad una contrazione di spesa per circa 855 euro a famiglia. Questo significa che gli italiani per i propri spostamenti e per i vari servizi legati ai trasporti hanno speso complessivamente oltre 22 miliardi di euro in meno nel 2020 rispetto all’anno precedente”

Numeri spaventosi che sono destinati a ripetersi anche quest’anno, con perdite stimate intorno al miliardo in questo primo semestre del 2021 e un ritorno a livelli di traffico pre-Covid previsto per il 2024.

Le proposte di Assoutenti

Il presidente Truzzi ha parlato dei problemi del TPL, esprimendo profonda preoccupazione verso gli utenti e i consumatori: “Questi numeri che dimostrano come l’emergenza Covid abbia impattato sull’economia nazionale e sulle abitudini di spesa delle famiglie, con forti ripercussioni per l’intero comparto che rischiano di essere scaricate sui consumatori. Il pericolo infatti è che non appena si tornerà alla normalità e alla ripresa degli spostamenti il prezzo della crisi venga trasferito sugli utenti finali, attraverso un incremento delle tariffe legate ai trasporti”.

Anche il presidente di Agens Giana si è espresso sulla vicenda usando toni forti: “Ristori, sgravi e altre forme di sostegno pubblico hanno rimediato solo in parte ai mancati introiti dovuti al calo della domanda e alle maggiori uscite connesse alla gestione della crisi sanitaria, anche in ragione della struttura dei costi del settore, caratterizzata da costi fissi pressoché incomprimibili”. 

Bisogna anche dire che il settore del TPL si trova in un momento di profondo rinnovamento dei propri mezzi per andare incontro alle esigenze ambientali. Costi di rinnovamento sicuramente giusti, visto l’importanza del tema ambientale al giorno d’oggi, ma che purtroppo hanno influito sul bilancio già disastrato a causa del virus. 

Servono quindi nuovi investimenti per permettere all’intero settore di respirare ed è chiaro che gli occhi di tutti sono puntati sul Recovery Plan: attualmente sono previsti 7,7 miliardi per l’intero settore, cifra che, tuttavia, non soddisfa Giana, il quale la definisce “insufficiente, anche alla luce dell’importanza della mobilità sostenibile, pilastro strategico per l’Europa. Il futuro della mobilità è nell’integrazione dei servizi. La sfida è quella della sostenibilità. In questo futuro il trasporto collettivo giocherà un ruolo determinante. Ma è necessario un contesto abilitante”.

Sviluppi futuri

Ovviamente, insieme agli investimenti, servirebbe anche un rinnovamento generale delle norme del settore per poter contribuire alla ripresa del TPL e non rallentarla ulteriormente. 

Proprio per questa ragione Assoutenti condivide la proposta di riforma dell’intero settore, i cui punti principali, espressi anche da Agens, sono due: 

  1. Semplificazione del quadro normativo per facilitare l’attività imprenditoriale, favorendo le aggregazioni industriali;
  2. incentivazione fiscale dei titoli di viaggio, rendendoli interamente deducibili.

Oltre alla sfida del recupero finanziario per Assoutenti è importante spostarsi verso una mobilità sempre più sostenibile, due elementi imprescindibili per la ripresa e la rinascita del settore.