Assoutenti su bollette luce e gas e morosità: con rincari rischio impennata distacchi

Bollette, Assoutenti: con nuovi rincari rischio impennata della morosità. Arera, blocchi e distacchi per tutta la durata dell’emergenza energia come fatto durante pandemia. 2,6 milioni di famiglie del mercato tutelato già in difficoltà col pagamento di luce e gas. Maxi-aumenti che scatteranno ad Ottobre porteranno ad un'ondata di mancati pagamenti.

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I maxi-rincari delle tariffe luce e gas decisi qualche giorno fa da Arera rischiano di portare nei prossimi mesi ad una impennata della morosità da parte delle famiglie sul fronte dei pagamenti delle bollette energetiche.

A lanciare l’allarme è Assoutenti, che fornisce i dati sulle difficoltà che già oggi i consumatori incontrano nel saldare le fatture della luce e del gas e chiede ad Arera di disporre il blocco dei distacchi delle forniture.

“In base agli ultimi dati forniti da Arera, il 13% degli utenti del mercato tutelato dell’elettricità ha avuto problemi nel pagare la bolletta e non ha rispettato i termini di pagamento”, spiega il presidente Furio Truzzi. “Nel settore del gas, e sempre per quanto riguarda il mercato a maggior tutela, la percentuale dei mancati pagamenti è del 7,5%. Questo significa che in totale 2,67 milioni di famiglie del mercato tutelato hanno avuto difficoltà a pagare le bollette energetiche (1,7 milioni per la luce, 975mila per il gas)”.

Morosità che, se prolungata, porta, come noto, alla sospensione delle forniture.

“Il quadro che si profila dopo gli aumenti delle tariffe deciso da Arera è una impennata della morosità da parte delle famiglie in difficoltà economica e che non godono di bonus e agevolazioni, famiglie che vedranno aumentare la bolletta dell’energia nei prossimi mesi e che non riusciranno a far fronte ai pagamenti, rischiando il distacco delle forniture. Per tale motivo Assoutenti chiede ad Arera di disporre il blocco delle procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica e gas almeno per tutta la durata dell’emergenza energia e prezzi materie prime, al pari di quanto fatto nel 2020 in piena pandemia” – conclude Truzzi.