IL 12 MAGGIO 2026 sarà ricordata come una giornata “storica” per il trasporto pubblico locale; infatti, sono stati approvati quasi simultaneamente due provvedimenti: il finanziamento straordinario di 40 milioni a AMT da parte del consiglio regionale ligure, il piano di risanamento, sempre di AMT, deciso dal consiglio comunale di Genova.
In entrambe le massime istituzioni genovesi e liguri sono echeggiati da destra e da sinistra moniti, richiami e giuramenti tutti protesi a escludere i privati dalla gestione AMT fino a scongiurare l’esclusione dagli SFP (Strumenti finanziari di Partecipazione) di Trenitalia definita “uno spettro” da esorcizzare affinché l’azienda “pubblica” comunale di trasporto non sia, anche solo parzialmente, “posseduta” da quella “azienda privata” che tuttavia gestisce in virtù di regolare contratto il trasporto ferroviario pubblico della Liguria percorrendo ogni anno 8 milioni di chilometri con i treni pagati dalla regione e dagli utenti che li usano.
Assoutenti Liguria negli ultimi 25 anni del suo impegno a tutela degli utenti del TPL non ha mai fatto alcuno sconto né a Trenitalia né a AMT, né al comune di Genova ne alla Regione Liguria di qualsiasi parte politica fossero gli amministratori, 25 anni in cui i suoi Comitati Pendolari Federati e i Comitati Utenti AMT hanno operato con lotte, scioperi del biglietto, manifestazioni, proposte operative nei tavoli tecnici e politici per ottenere un trasporto ferroviario e su gomma migliore.
Per queste ragioni pensiamo di avere le carte in regola quando domandiamo al Presidente Bucci e alla Sindaca Salis e a tutti i difensori del pubblico contro il privato presenti nelle Istituzioni genovesi e liguri se non avvertono contraddizioni:
– quando versano milioni agli istituti sanitari privati convenzionati per gli esami, le risonanze, le radioterapie, le cure che prestano ai liguri o quando pagano milioni alle mense scolastiche private delle scuole elementari e materne;
– quando un infermiere della sanità privata, una cuoca delle mense comunali gestite dalle coop, garantiscono, con soddisfazione degli utenti, i servizi sociali e sanitari pubblici e se pensano che un macchinista pagato da Trenitalia sia meno tutelato di un autista di AMT?
Ognuno liberale o statalista, presidente di regione o sindaco, consigliere regionale o comunale, la può pensare come vuole, ma è un dato di fatto che da anni a Genova, in Liguria e in Italia la gestione pubblica fa acqua mentre cresce quella privata di servizi sociali, sanitari, educativi.
Ognuno la può pensare come vuole, ma è un dato di fatto che in Italia operano Aziende di tpl che non sono più di proprietà dei comuni e -attraverso una gara – gestiscono un trasporto pubblico migliore, da anni con massima soddisfazione di utenti e lavoratori.
Ognuno la può pensare come vuole, ma non può dire che Trenitalia sia un temibile privato. Si dica la verità: Trenitalia come AMT (che è di proprietà del comune di Genova) è una SpA che ha solo il vestito privato, ma è e rimane un’azienda pubblica per eccellenza (sentenza del 24 settembre 2001 n. 5007 della sezione VI del Consiglio di Stato), al 100% di proprietà dallo Stato tramite Ferrovie dello Stato Italiane i cui vertici sono nominati dal governo, perché la si vuole dipingerla come un padrone delle ferriere ottocentesco?
Ognuno la può pensare come vuole, ma ci sono aziende di tpl di proprietà pubblica o privata che chiudono i bilanci in attivo, forniscono un ottimo servizio all’utenza, pagano bene gli autisti e versano milioni di euro ai comuni, alle città metropolitane, alle province per migliori servizi ai cittadini e che fatto gare per avere il servizio assegnato e dovranno farne per mantenerlo (vedi ATM Milano).
Non è essere di proprietà pubblica o privata che garantisce un efficiente servizio di trasporto. Quanti milioni è costata AMT Genova, che è di proprietà pubblica e mai ha fatto gare, ai cittadini genovesi e liguri negli ultimi 20 anni? Quanta attrattività, quanti investimenti, quanti studenti fuori sede, quanta competitività ha perduto Genova a causa del degradato trasporto pubblico cittadino? quanto traffico privato in più, quanto inquinamento è costato alla collettività un TPL non funzionante?
Ognuno la può pensare come vuole, ma chi sostiene la continuità con il passato di AMT e si oppone a un nuovo modello di AMT più efficiente e produttivo simile a quello che sta avvenendo nel resto d’Italia dovrebbe spiegare ai cittadini genovesi e liguri:
– perché va bene viaggiare con il biglietto o l’abbonamento AMT sui treni che portano ogni giorno decine di migliaia di genovesi da ponente e levante e in val Polcevera, ma non va bene viaggiare sui bus con i biglietti o l’abbonamento di Trenitalia?
– perché i cittadini dell’Emilia-Romagna sono soddisfatti dell’integrazione aziendale ferro gomma tra Trenitalia-Tper?
– perché i cittadini di Firenze e della Toscana hanno un efficiente servizio di qualità da Autolinee Toscane di proprietà al 100% dello stato francese e da ATAF (la AMT fiorentina) di proprietà per il 70% di Busitalia-Trenitalia?
– perché i cittadini di Umbria, Veneto e Campania usano Busitalia-Trenitalia?
Ognuno la può pensare come vuole, ma sfidiamo chiunque a leggere il contratto di servizio Regione Liguria – Trenitalia
e il contratto di servizio Città Metropolitana di Genova – Amt Genova
https://dati.cittametropolitana.genova.it/sites/default/files/documentazione/Contratto%20urbano.pdf
e a dirci se trova nei due contratti le stesse garanzie per l’utenza? Trova gli stessi bonus e gli stessi indennizzi per i viaggiatori in caso di ritardi e mancata qualità dei servizi? Chi delle due aziende, leggendo i contratti, applica il comma 461 art. 2 della legge 244/2007 che obbliga le aziende di servizi pubblici a monitorare la qualità dei servizi con le associazioni dei consumatori come stabilito dalla delibera 154/2019 di ART l’Autorità Regolatrice dei Trasporti?
La stessa energia che abbiamo profuso in questi anni la mettiamo oggi per combattere la demagogia e l’ignoranza, la falsa contrapposizione pubblico-privato per ottenere finalmente un trasporto pubblico decente nell’ambito della città metropolitana di Genova e in tutta la Regione. Un tpl integrato ferro-gomma, un tpl trasparente che metta al centro l’utenza e non la consideri una vacca da mungere, un tpl in grado di investire grazie anche alle spalle solide di un partner industriale competente per dare servizi a tutti i genovesi e i liguri e non ai “disperati dell’autobus” perché in città non hanno altro mezzo con cui viaggiare.
Le Istituzioni comunali e regionali dicano la verità: AMT è una SpA privata che di pubblico ha solo la proprietà esattamente come Trenitalia. Affermare che deve restare “pubblica” cosa vuol dire? Lo si spieghi agli utenti che vedono le corse tagliate e i servizi diminuiti, ai lavoratori delle imprese fornitrici che verranno licenziati perché AMT vuole tagliare il 50% dei soldi non pagati per i servizi resi, agli infermieri e alle cuoche di aziende private che vengono pagate con soldi pubblici per dare servizi pubblici, ma non sono dipendenti pubblici, al 70% dei lavoratori genovesi che sono occupati presso imprese private.
Noi non abbiamo né gabbie ideologiche né alcuna preferenza per la gestione pubblica o privata dei servizi di trasporto, sanitari, sociali, educativi purché siano accessibili a tutti, sostenibile e di qualità, per questo crediamo che l’attuale operazione di salvataggio di AMT Genova, non debba essere l’ennesima toppa dove vengono bruciate decine di milioni a carico dei contribuenti (che vedranno meno risorse sugli altri servizi pubblici, sociale, sanità, scuola) ma essere la grande occasione per i cittadini genovesi e liguri di avere avere un tpl efficiente, attrattivo e di qualità nel capoluogo e in tutta la regione.
Gli spettri che si aggirano nel TPL ligure non sono le aziende come Trenitalia, che nella nostra regione ha saputo evolversi e migliorare i servizi in questi anni grazie anche alle nostre lotte e alla determinazione e capacità di Regione Liguria nel settore Trasporti, sono i demoni della malagestione, del clientelismo, del privilegio delle amicizie politiche anziché delle competenze tecniche che hanno distrutto e quasi ovunque ancora stanno distruggendo il trasporto su gomma in Liguria e non solo a Genova.
Noi di Assoutenti ci mettiamo, con umiltà, a disposizione di chi viaggia e delle istituzioni a partire dal risanamento di AMT per un vero futuro per chi ci lavora e per chi la usa e la vorrebbe usare per muoversi, per un trasporto pubblico nuovo e in discontinuità con il passato.
Enrico Pallavicini – responsabile TPL
Rosanna Stifano – vice presidente
Furio Truzzi – presidente
Assoutenti Ligureia ODV