Se il codice della strada dimentica la prevenzione dei tumori

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C’è chi propone maschere antigas combinate a caschi speciali e chi si accontenta della classica mascherina bianca o del foulard attorno alla bocca, “stile bandito”: basta dare un’occhiata alle chat e ai gruppi di discussione online riservati ai motociclisti  per scoprire che il problema è sentito, soprattutto nelle grandi città: come ci si protegge dai gas di scarico altamente concentrati, quando si rimane bloccati in coda in un tunnel?

A ricordarci il problema, non senza amara ironia, è un cittadino che in questi giorni si è rivolto alla Polizia Municipale di Genova e, per conoscenza, ad Assoutenti. Il cittadino è stato sanzionato per aver “invaso col proprio motociclo la corsia dei mezzi pubblici nel tunnel di via Archimede”. Ha già pagato la multa. Ma ne contesta il metodo e, soprattutto, la sostanza. “Personalmente farei un distinguo tra chi viola lo spirito della norma (percorrendo l’intera corsia riservata o rallentando mezzi pubblici) e chi tocca appena per pochi metri tale corsia perché in evidente stato di necessità.” Lo stato di necessità a cui il cittadino si riferisce sta proprio nell’esigenza di sottrarsi alla sosta obbligata dietro a veicoli che immettono, letteralmente sotto il suo naso, un’aria irrespirabile.

E poi oltre il danno la beffa, anzi forse due. Perché il cittadino in questione ha percorso regolarmente quasi tutta la corsia dei mezzi privati (ad eccezione dei pochi metri necessari a superare le auto che lo “affumicavano” e anche in tale frangente senza ostacolare alcun mezzo pubblico), ma questo non viene preso in considerazione da nessuno, essendo il sistema delle sanzioni basato su un solo brevissimo fotogramma e non sull’insieme del comportamento del motociclista. E soprattutto perché proprio in via Archimede, a pochi metri da quel tunnel, l’ASL genovese svolge la sua attività di controlli gratuiti per la prevenzione dei tumori, in gran parte causati proprio dall’aria fortemente inquinata che ormai tutti noi respiriamo in città.

“Non ho dubbi che la salute umana valga più di 70 euro, ma trovo contraddittorio che, proprio nella  stessa strada in cui la ASL offre screening gratuiti per prevenire i tumori, il Comune di Genova sanzioni comportamenti dei cittadini mossi dalla medesima finalità!” conclude il nostro amico. E noi di Assoutenti, che per le stesse ragioni da sempre ci siamo dichiarati contrari alle multe comminate alle moto nei tunnel, non possiamo che dargli ragione. La salute dei cittadini viene prima di tutto e le regole della strada devono saper  tenerne conto.

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